E' uscito il numero di Luglio di GRADUS, rivista di archeologia dell'acqua,
In questo numero troverete pubblicati anche i progetti presentati al concorso di idee per la grafica del nuovo Museo delle navi Antiche di Pisa
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Quando si apre una galleria fotografica, basta passare il mouse sopra l'immagine per visualizzare i tasti di controllo, per andare avanti oppure indietro o per chiudere la galleria stessa.
Il sito internet del Cantiere delle Navi Antiche di Pisa e Centro di Restauro del Legno Bagnato si rinnova, nella grafica e nei contenuti. Tutte le pagine del sito, sono state costruite secondo i parametri dettati dal W3C.
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E' uscito il numero di Settembre di GRADUS, rivista di archeologia dell'acqua, questo mese dedicato agli atti del convegno Prin2005.
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La scoperta del contesto delle Navi Antiche di Pisa è stato un evento inaspettato e fortuito, legato alla realizzazione, alla fine del 1998, di un centro di controllo delle Ferrovie dello Stato: proprio da queste condizioni particolari deriva la forma inusuale del cantiere, che ricalca quella dell'edificio da costruire. L'indagine del sito, condotta a partire dagli inizi del 1999 e dettata all'inizio dalla semplice esigenza di tutela, portò all'inaspettata e rapida scoperta, ad una certa profondità, di una impressionante serie di relitti – ne furono individuati 16 nel giro di pochissimi mesi – determinando così la decisione di spostare altrove la costruzione dell'edificio e la trasformazione del sito in un vero e proprio cantiere di scavo archeologico, stimolante per il numero di materiali e relitti restituiti e per l'unicità delle condizioni di rinvenimento, che comportano l'utilizzo di tecniche, strumenti e attrezzature d'avanguardia.
Il quadro topografico dell'ambiente pisano in antico doveva essere molto diverso da quello attuale, con una linea di costa arretrata di vari chilometri e contraddistinta dal Sinus Pisanus (golfo pisano), al centro del quale sfociavano i tre bracci del delta dell'Arno, mentre nella parte settentrionale giungeva una serie di canali riferibili al bacino dell' Auser (Serchio). La presenza di veri e propri approdi portuali è ipotizzabile per quest'area solo nei luoghi di S. Stefano ai Lupi e forse di S. Piero a Grado, mentre negli altri numerosi siti si deve presupporre l'esistenza di approdi, da cui le merci erano indirizzate tramite i rami meridionali dell'Arno a sud e tramite i canali del bacino del Serchio a nord verso la città di Pisa. È verosimile pensare nel caso del Portus Pisanus citato dalle fonti ad una sistema simile ai porti lagunari, al cui interno scali come quello di S. Rossore si caratterizzano come approdi fluviali.
La situazione cristallizzata dello scavo delle Navi Antiche di Pisa offre un'occasione unica per la ricostruzione del contesto paleoambientale in cui si sono verificati gli eventi alluvionali che hanno determinato la formazione del deposito. Le particolari condizioni dello scavo e la compresenza di tecnici di diversa formazione sul cantiere permettono infatti di procedere alla raccolta di tutti i dati utili per la ricostruzione del paesaggio della piana pisana e delle sue modificazioni: analisi dei pollini e dei taxa arborei, recupero e analisi del materiale organico e, più in generale, la collazione tra studi geo-pedologici e dati archeologici forniscono elementi determinanti per un'indagine complessa e articolata del paesaggio antico.