E' uscito il numero di Luglio di GRADUS, rivista di archeologia dell'acqua,
In questo numero troverete pubblicati anche i progetti presentati al concorso di idee per la grafica del nuovo Museo delle navi Antiche di Pisa
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Quando si apre una galleria fotografica, basta passare il mouse sopra l'immagine per visualizzare i tasti di controllo, per andare avanti oppure indietro o per chiudere la galleria stessa.
Il sito internet del Cantiere delle Navi Antiche di Pisa e Centro di Restauro del Legno Bagnato si rinnova, nella grafica e nei contenuti. Tutte le pagine del sito, sono state costruite secondo i parametri dettati dal W3C.
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E' uscito il numero di Settembre di GRADUS, rivista di archeologia dell'acqua, questo mese dedicato agli atti del convegno Prin2005.
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D- E' possibile parcheggiare l'auto nei pressi del Cantiere?
R- Tutto il tratto di V. Ranuccio Bianchi Bandinelli nei pressi del Cantiere è munito di posti auto a pagamento del Comune di Pisa. Non è possibile entrare nell'area del Cantiere con mezzi privati. I pullman possono usufruire di due aree parcheggio, una localizzata davanti al cancello principale, l'altra sul retro, previa autorizzazione alla sosta, da richiedersi presso il Cantiere stesso.
D- Le visite guidate vengono fatte solo in lingua italiana?
R- E' possibile richiedere presso i recapiti della CoIdra (v. Come arrivare in questo sito), su prenotazione, visite guidate in lingua Inglese. Potranno inoltre essere prese in considerazione anche altre richieste, presentate con debito anticipo.
D- Durante la visita in Cantiere, si possono fare foto e riprese?
R- Non è possibile fare foto o riprese di alcun tipo all'interno dell'area. Eventuali richieste particolari (motivi di studio, Stampa ecc.) dovranno essere inoltrate, per scritto, alla competente Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana, Via della Pergola 65, 50121 Firenze.
D- E' possibile reperire materiale didattico e divulgativo in Cantiere?
R- Presso il bookshop situato all'ingresso è possibile trovare le pubblicazioni inerenti al sito ed altre su argomenti correlati. E' inoltre possibile effettuare ordinazioni di materiali eventualmente non presenti al momento della richiesta.
D- Quanto tempo ancora dureranno gli scavi nel deposito di San Rossore?
R- Data la particolare tipologia del deposito, e l'entità dei ritrovamenti fino ad oggi messi in luce, non è possibile al momento attuale fare una stima della durata complessiva dei lavori, sono comunque prevedibili almeno 10 anni di lavori di scavo.
D- Quante persone lavorano nel Cantiere?
R- Tra tecnici ed operatori delle varie discipline, afferenti alla Soprintendenza, al Provveditorato OO. PP., alle Università e liberi professionisti, il cantiere occupa a tempo parziale circa 50 persone.
D- Perché tutte queste navi sono affondate nell'area del Cantiere?
R- Per la descrizione delle complesse dinamiche di formazione del sito si rimanda alla lettura della Guida al Cantiere ed a quanto riportato nel sito internet www.cantierenavipisa.it
D- Quali sono i tempi di rimozione dei gusci di vetroresina? Il legno delle navi sarà poi completamente visibile ?
R- Dopo le operazioni di restauro necessarie alla stabilizzazione del materiale organico, tutti i reperti saranno visibili allo stato naturale. I tempi necessari per la rimozione dei gusci di protezione variano a seconda dello stato di conservazione dei reperti, delle loro caratteristiche organolettiche e dimensionali, del metodo prescelto per il restauro.
D- Il deposito archeologico prosegue oltre i limiti del Cantiere?
R- Trattandosi del letto di un canale, è verosimile che il deposito continui nell'area circostante.
D- Quali sono i tempi di musealizzazione previsti per le navi già trasportate nel Centro di Restauro?
R- Dipende dai tipi di trattamento che si riveleranno più idonei. Si parte da un minimo di 1-2 anni ad un massimo di 5-6 per ogni singola imbarcazione.
D- Il Cantiere ed il Laboratorio usufruiscono di fondi pubblici o privati?
R- Il Cantiere è finanziato con i fondi del Ministero per I Beni e le Attività Culturali (Fondi Lotto 2001/2003 e 2004/2006), fondi CIPE (17/2003) ed ARCUS - infrastrutture per la cultura.