E' uscito il numero di Luglio di GRADUS, rivista di archeologia dell'acqua,
In questo numero troverete pubblicati anche i progetti presentati al concorso di idee per la grafica del nuovo Museo delle navi Antiche di Pisa
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Il sito internet del Cantiere delle Navi Antiche di Pisa e Centro di Restauro del Legno Bagnato si rinnova, nella grafica e nei contenuti. Tutte le pagine del sito, sono state costruite secondo i parametri dettati dal W3C.
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E' uscito il numero di Settembre di GRADUS, rivista di archeologia dell'acqua, questo mese dedicato agli atti del convegno Prin2005.
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Il primo degli eventi alluvionali individuati nello scavo può essere indicativamente datato agli inizi del II sec. a.C. Il deposito ha restituito frammenti di una probabile passerella mobile da nave, costituita da otto tavole e due travetti trasversali in abete. La passerella è stata rinvenuta frammista ai resti di un'imbarcazione, recuperata completamente in pezzi, denominata nave “ellenistica”. Si tratta di una nave oneraria di medio taglio, di cui rimangono purtroppo solo pochi elementi, rinvenuti smontati, che hanno comunque permesso una dettagliata analisi ricostruttiva. Il carico, recuperato mescolato con la suppellettile di bordo ed i resti dell'imbarcazione, era costituito principalmente da anfore greco-italiche.
È stato stimato che il carico della nave “ellenistica” dovesse ammontare a circa 42 tonnellate. I materiali recuperati, frammisti ai resti dell'imbarcazione, sono pertinenti a circa metà del volume di carico: essi sono costituiti in gran parte da anfore da trasporto di tipo greco-italico (circa 300 unità) insieme ad alcune di tipo Dressel 1 e a qualche esemplare di tipo punico. Insieme al materiale ceramico, inoltre, è stato recuperata una consistente quantità di ossi di spalle anteriori destre di suino, da ricollegare con ogni probabilità alla presenza, nel carico, di prosciutti di spalla di prima qualità.
Una chiara indicazione sulla possibile area di provenienza della nave “ellenistica” viene fornita dal corredo di bordo. Esso comprendeva infatti numerosi kalathoi (vasi cilindrici destinati alla conservazione di conserve) provenienti dalla Spagna meridionale. All'area iberica sono riconducibili anche dei bruciaprofumi fittili ( thymiateria ), mentre alcuni unguentari sembrano di produzione massaliota ed uno, di dimensioni notevoli, sembra prodotto ad Ampurias . La nave dunque potrebbe essere partita dalla costa meridionale della Spagna (zona di Alicante o di Cartagena), essersi fermata a Massalia (Marsiglia) ed aver proseguito fino alla tragica fine nei pressi di Pisa.
The first one of the characterized alluvial events in the digging can be indicatively dated to the beginnings of the II sec. a.C. The excavation has given back the fragments of a probable mobile footbridge from a ship, build with eight tables and two cross-sectional rafters in fir. The footbridge has been recovered mixed with the rests of a ship, recovered completely in pieces, the so called “hellenistic” ship. It is a cargo vessel of medium cut, of which they unfortunately remain only little elements, recovered taken apart, but however they have allowed a detailed reconstructive analysis. The cargo, recovered mixed with the furnisching and the woodden parts of the boat, was mainly constituted from Greek-italic amphoras.
It has been estimated that the cargo of the “ hellenistic” ship had to pile to approximately 42 tons. The findings,recovered mixed with the rests of the boat, are proper to approximately half of the cargo volume: they are constituted in great part from amphoras from transport of Greek-italic type (approximately 300 units) with to some of Dressel 1 type and some elements of punico type. With to the ceramic material, moreover, it has been recovered a consisting amount of bones of right front shoulders of pig, probably to reconnect to the presence, among the cargo, of first quality ham shoulder
A clear indication on the possible area of provenance of “the hellenistic” ship comes supplied from equips with edge. It comprised in fact numerous kalathoi (cylindrical vessels destined to the conservation of conserves) coming from southern Spain. To an Iberian area origin is also the pottery censer (thymiateria), while some unguentari seem of massaliota production and one, of remarkable dimensions, seems produced to Ampurias. The ship therefore could be left from the southern coast of Spain (Alicante or Cartagena zone), be stopped to Massalia (Marseilles) and to have continued till the tragic end near Pisa.